domenica 16 giugno 2019

Relazioni sociali

Buon giorno o buona sera a tutti cari lettori, oggi parleremo di una tematica molto importante  che doveva essere per forza presente all'interno di questo blog ossia quello delle relazioni sociali,  tratterò sia le relazioni di amicizia ma anche quelle amorose iniziamo subito.


Oggi la stra grande maggioranza delle relazioni si basano su valori falsi, sia in campo di amicizia e anche nelle relazioni di coppia, perché cari lettori parto con un affermazione del genere bhe semplicemente perché è la verità, analizziamo bene le relazioni come sono sviluppate nella società odierna.

I ragazzi/e oggi non fanno amicizia con l'altro per il semplice fatto di voler essere amici, ma principalmente lo fanno per opportunismo e per l'incapacità delle persone a rimanere da soli.

Nel post sul bullismo ho spiegato che solitamente le vittime sono isolate dalla classe, infatti seppur il problema del bullismo è il bullo il tutto viene accentuato ancora di più dalle persone che stanno dalla parte del bullo, infatti come avevo detto quando i professori domandano alla classe maggiori dettagli, io ho spiegato che la classe non può essere trattata come testimone imparziale in quanto sono amici del bullo, ma perché questi compagni seppur amici del bullo non intervengono a favore della vittima? semplice perché queste persone hanno paura prima di tutto che il bullo in futuro possa vendicarsi di loro, ma anche perché non vogliono essere lasciate sole, vogliono comunque rimanere nel gruppo solo perché hanno paura della solitudine, quindi è chiaro che c'è il fattore opportunismo.

Tutto questo pero non è presente solo nella dinamica classe, ma si presenta anche in futuro nel lavoro stesso è presente questa dinamica, la conclusione mia infatti e che l'uomo è opportunista proprio di natura, infatti se guardiamo le relazioni fra amici vediamo che le persone sono amiche solo perché hanno bisogno di qualcuno con cui svagarsi e passare il tempo, no che ci sia niente di male in questo è giusto che una persona voglia avere qualcosa in comune con l'amico, peccato che ciò accade solo perché le persone non sono capaci a rimanere sole, pertanto accettano qualsiasi persona che ritengono "cool" ignorando pero tutto il resto, infatti molto spesso la gente si lamenta sui difetti dei loro amici, avvolte anche irritandosi parecchio, poi con la tecnologia di oggi come potete vedere nell'immagine in alto ci si isola ancora di più andando ad indicare che le persone preferiscono stare con un cellulare anzi che passare il tempo con gli amici, infatti molto spesso sul treno vedo amici che stanno tutto il tempo sui cellulari senza scambiarsi parola che tristezza, ed ecco perché questa non è vera amicizia, un vero amico non si lamenterà mai dei difetti dell'altro ma anzi lo accetterebbe senza alcun problema con i suoi pregi e i suoi difetti, senza contare che poi c'è anche molta mancanza di rispetto fra di loro, ci sono amici che ti dicono che usciranno con te fino all'ultimo giorno, poi quando arriva il giorno in cui bisogna uscire dicono che non possono più, ok si può capitare pero una volta due, ma quando capita sempre mi stai prendendo in giro o che cosa bisogna solo sperare che ci sia una vera e propria spiegazione seria che devono dare, altrimenti è solo una mancanza di rispetto e basta. Poi ci sono altri che dicono che l'amico ci sta nel momento del bisogno,e nel momento in cui uno non lo è allora non è un vero amico, ma anche qui è sbagliato se un amico ti dice che quel giorno proprio non può spiegandoti che urgenza ha, non vedo perché non si deve essere più amici, se uno quel giorno non può non può cosa deve fare sdoppiarsi per essere li da te, secondo me la gente deve imparare a rimanere da sola anche nelle situazioni difficili senza contare per forza sugli amici, che avvolte non possono veramente esserci purtroppo, per tutto questo oggi l'amicizia è basata solo sull'opportunismo.

Le relazioni amorose si basano sulla stessa cosa, anzi qui la situazione è anche più grave, infatti generalmente un ragazzo che vuole fare colpo su una ragazza molto spesso cambia atteggiamento volendo cercare di apparire un altro, quindi il problema che mi pongo è questo, se per piacere ad una ragazza devo apparire in un altro modo poi questa ragazza sarà innamorata di me o semplicemente lo sarà della maschera che mi sono messo sopra? chiaramente è la seconda ecco perché per piacere ad una persona non bisogna fare nulla senno che essere se stessi, perché non è possibile indossare una maschera per sempre.

Poi ci sono ragazzi/e che una volta fidanzati/e cercano di cambiare i difetti del proprio partner  e anche qui come ho detto prima sull'amicizia una persona che ci ama veramente non ci vuole diversi da come siamo.

Infine nelle relazioni amorose molti ragazzi si fidanzano con ragazze che ritengono belle guardando solo quello fregandosene del carattere e del resto, indice di una grande superficialità ed egoismo, ma anche molte ragazze non sono da meno anzi sono anche più materiali dei ragazzi, visto che loro vedono quanti soldi a uno nel conto in banca, che macchina ha, come si veste, quale la sua posizione sociale eccetera, in entrambi i casi abbiamo falsità ovunque, perché un ragazzo che ama una ragazza solo perché è bella e no anche per le altre caratteristiche cosa farà quando invecchia e la bellezza svanisce, oppure se svanisce per via per esempio di un incidente o per un operazione di chirurgia estetica riuscita male, chiaramente questo ragazzo la lascerà, tuttavia anche la ragazza che guarda la ricchezza del ragazzo cosa farà se poi questo ragazzo perde tutti i soldi, semplice sarà lasciato prima o poi, le relazioni oggi sono quasi tutte false.

Voglio concludere questo post con questa frase " l'uomo deve imparare a stare da solo, perché solo quando imparerà a stare bene con se stesso allora potrà stare bene con gli altri perché solo in questo modo si potranno avere relazioni autentiche, altrimenti si sta con gli altri solo per avere una qualsiasi compagnia anche a costo di indossare delle maschere pur di non rimanere soli".  


venerdì 14 giugno 2019

Le pressioni dei genitori sul matrimonio,figli e battesimo

Buon giorno o buona sera a tutti cari lettori, con il post di oggi ci spostiamo un po dai temi affrontati finora, tuttavia il blog parla di società e anche l'argomento di oggi rientra in questo tema, ma non è escluso che si ritornerà a parlare in futuro di scuola, università e lavoro anzi a breve dovrebbe uscirne un altro sull'università ora iniziamo subito.


Come potete vedere dal titolo oggi parliamo delle pressioni che fanno i genitori ai figli sull'argomento matrimonio,figli e battesimo, nonostante oggi queste pressioni sono calate rispetto a come era in precedenza sopratutto a causa della crisi economica, tuttavia anche oggi seppur in numero ridotto è presente. 

Innanzi tutto vediamo perché i genitori fanno queste pressioni, il motivo è uno solo per una questione di immagine sociale questa è l'unica motivazione il volersi conformare a tutti i costi alla società.

Io sono contrariato a tutto questo, prima di tutto sono libertà  del figlio/a se sposarsi oppure no, secondo me non è un caso che oggi abbiamo tanti divorzi alle spalle questo accade semplicemente perché ci si sposa per motivazioni sbagliate e sicuramente l'imposizione genitoriale è fra queste, il peggio è quando i genitori dicono ai figli la famosa frase "quando mi darai il mio nipotino" qui ancora peggio perché tutte le problematiche che avrà la coppia in futuro saranno riflesse indirettamente anche sul figlio/a. Un figlio deve essere voluto dalla coppia, e non deve essere assolutamente imposto, non tutti vogliono avere questa responsabilità ed è giusto che abbia diritto di scelta in merito a ciò, pero se questi genitori che magari non vogliono figli ma li fanno solo perché i loro genitori li vogliono il risultato finale sarà sicuramente la catastrofe più assoluta senza ombra di dubbio, ricordatevelo cari lettori tutte le scelte che facciamo solo perché sono imposte da qualcun altro con un alta probabilità ci porterà all'infelicità o alla depressione, pensate a un figlio che dovrà convivere con genitori avviliti come potrà crescere.

Infine c'è il discorso del battesimo perché i nonni non contenti del solo matrimonio e dell'avere avuto i nipoti vogliono anche che siano battezzati, io personalmente non voglio fare i figli, perché non voglio mettere alla luce una vita che dovrà vivere in un mondo marcio come quello che viviamo e dove dovrà fare un mucchio di fatica e sacrifici solo per campare e per fortuna non ho genitori che mi danno pressioni di alcun tipo. 

Tuttavia se io mai un giorno cambiassi idea e farei un figlio, non lo battezzerei mai vi spiego perché, io sono cristiano e credo in Dio tuttavia se facessi un figlio non lo battezzerei fregandomene di quello che dicono i parenti e gli altri,per carità non ci trovo nulla di male nel battesimo io stesso sono battezzato, solo che per un mio figlio preferirei lasciare libero arbitrio su qualsiasi pensiero religioso, per me può essere cristiano,buddista,musulmano,ortodosso,ateo,agnostico,induista eccetera pur che lo scelga lui da solo, anche perché è giusto che il mio futuro figlio se mai lo farò vede e vada a conoscere tutti i tipi di religione e poi sarà lui a decidere se vuole essere di una di esse oppure ateo o agnostico, certo potrei battezzarlo tanto volendo ci si può sbattezzare, pero io vedo il battesimo come l'inizio di un percorso in questo caso sarebbe quello cristiano e io credo che quando si inizia una cosa desiderata la si debba portare a termine, non vedo perché io devo decidere su mio figlio di fargli intraprendere un percorso che non ha mai scelto, certamente gli farei conoscere la religione cristiana ma sarà lui un domani a decidere se vuole battezzarsi o meno e gli altri parenti devono capire che non possono intromettersi nelle sfere private altrui, anche perché nel mio pensiero devono essere i genitori a crescere i figli ed ad educarli in modo principale, mentre i nonni e gli zii possono si educare mio figlio ma in senso di supporto e no principale pertanto non possono intromettersi sulla sfera religiosa. Anche perché se il battesimo è un valore cosi importante a maggior ragione deve essere data libertà di scelta al figlio, i battesimi cosi come si verificano nei giorni nostri e sicuramente come erano nel passato vanno a screditare quello che è il sacramento del battesimo perché appunto essendo un sacramento merita una riflessione sopra se accettarlo oppure no, Gesù stesso si è battezzato da adulto ,quindi non ci trovo nulla di male se uno si battezzerà in futuro da adulto, senza contare che essere cristiano significa anche dare libero arbitrio.
Oggi i battesimi si fanno solo per conformismo, la maggioranza di quei genitori nemmeno vanno mai in chiesa, oppure ci vanno senza sentire e capire realmente il significato delle parole e sicuramente non sanno nemmeno qual'è il significato del battesimo, infatti se le persone capissero veramente i significati non solo del battesimo ma anche delle parabole che racconta la chiesa, non ci sarebbe tutto questo schifo che viviamo infatti oggi dov'é la generosità delle persone se si attaccano per esempio anche a un solo euro di differenza fra due offerte, no che sia qualcosa di sbagliato, ma è segno di essere troppo attaccati al denaro se fatto troppe volte, quindi le cose sono due o non le capiscono oppure sono finti credenti.

mercoledì 12 giugno 2019

Bullismo

Buon giorno o buona sera a tutti lettori oggi affronterò il tema del bullismo, ne voglio parlare perché oltre ad essere un argomento sociale molto importante,  la scuola ne parla tanto ma alla fine è solo capace a cianciare senza prendere i provvedimenti adeguati iniziamo subito.


Il bullismo è un fenomeno molto presente nella scuola sopratutto nelle scuole medie, quando possiamo definire un episodio atto di bullismo? il bullismo è solitamente un offesa fisica o verbale ripetuta costantemente nel tempo e generalmente mettendo la vittima in condizione di minoranza, quindi è necessario per definire un episodio di bullismo tale il fatto che si verifica spesso, perché se una persona offende magari anche pesantemente  una sola volta un altra persona questo non è bullismo, è solo un offesa verbale che cessa in quel preciso momento, tuttavia se si verifica frequentemente allora in questo caso abbiamo i presupposti per definirlo bullismo, questo fenomeno può essere suddiviso in 3 categorie :

1) Cyber bullismo : il cyber bullismo è quel fenomeno che si verifica in rete dove avvengono ripetutamente nel tempo minacce o insulti sui social, riguarda  non solo studenti ma anche personaggi molto famosi nel web o sulla televisione che devono fare i conti con gli heathers, onestamente io questo tipo di bullismo non riesco proprio a capire come abbia fatto a prendere piede, mi spiego meglio se una persona ci insulta su facebook per esempio noi abbiamo comunque la possibilità di bloccarla e di togliere a loro ogni modo di contattarci, tuttavia molte vittime di questo tipo di bullismo dicono "pero se poi li blocco loro si fanno doppi account, oppure mandano i loro amici ad insultarmi". Onestamente non vedo dove stia il problema anche in questo caso perché si possono bloccare anche i loro amici e questi doppi account che prima o poi si stancheranno di fare vedendosi sempre bloccati, in più c'è sempre la funzionalità in cui andando nelle impostazioni possiamo far in modo che soltanto le persone che hanno amici in comune con noi possono contattarci, facendo una grande scrematura. Dopo tutto questo io resto dell'idea che il cyber bullismo potenzialmente si può stroncare prima ancora che nasca, l'unico vero cyber bullismo avviene soltanto quando qualcuno pubblica foto private nostre che non vogliamo che siano rese pubbliche, qui pero devono intervenire le autorità competenti sbattendo questi bulli anche dentro il carcere minorile se necessario.

2) Bullismo psicologico : Questo tipo di bullismo avviene nella scuola, dove la vittima viene continuamente derisa,presa in giro ed emarginata dalla classe, portando quindi la vittima a una chiusura non soltanto con la classe ma anche nei confronti dell'intera società e a non fidarsi in modo indissolubile di nessuno.

3) Bullismo aggressivo : Anche questo avviene principalmente nella scuola ed ha tutte le caratteristiche che ho elencato poco fa nel bullismo psicologico, solo che ha in più il fattore della violenza fisica percosse,spintoni eccetera.

Ci sono persone che affermano che la vittima di bullismo deve reagire per imparare a difendersi, non sono minimamente d'accordo, non solo questo è diseducativo in quanto se vogliamo una società migliore dobbiamo  rispettarci tutti l'un l'altro indipendentemente  da tutto se arrivassimo a una società dove tutti ci rispettiamo e ci aiutiamo non ci sarebbe il minimo bisogno di sapersi difendere, ma in più se la vittima reagisce avremmo anche il rischio che ci scappa il morto, già c'è anche solamente quando il bullo aggredisce, ma se la vittima reagisce la probabilità aumenta, e se per sbaglio la vittima uccide il bullo perché magari non so gli ha dato uno spintone che ha fatto sbattere la testa del bullo contro qualcosa di duro c'è il rischio che si muore, pero poi non lamentiamoci con la vittima si stava solo difendendo, ecco perché non sono d'accordo minimamente con le persone che dicono questo, anche perché mandiamo i bambini in una scuola e no certo in campo di battaglia.

La scuola in merito a questo episodio cosa fa, innanzi tutto minimizza sempre tutto per evitare di avere cattiva pubblicità, in seguito  i professori quando c'è un atto di bullismo chiedono informazioni all'intera classe, il problema come ho spiegato anche poco fa generalmente il bullismo mette in minoranza numerica la vittima e non è escluso che una classe intera possa accanirsi contro un compagno, pertanto che l'insegnante chieda alla classe di raccontare i fatti non è sbagliato ma sbagliatissimo perché quelli non sono testimoni imparziali ma amici del bullo, e ciò fa sentire la vittima ancora più sola perché si vedrebbe non solo isolata dai compagni, ma anche abbandonata dai professori che si fanno abbindolare dagli amici del bullo come degli sciocchi.

L'unica soluzione è prima di tutto che il professore vigili costantemente in classe, infatti non mi spiego come mai i professori quando si verificano questi episodi non sono mai presenti,loro sono responsabili della classe e il loro compito in quanto adulti è anche vigilare sugli alunni.
Secondo bisogna introdurre le telecamere sonorizzate, perché nonostante l'età cresciuta di questi ragazzi bisogna evidentemente trattarli come i bambini visto che non sono adeguatamente maturi, e poco importa il discorso della privacy, perché ci sono altre priorità cos'è più importante la privacy o tutelare la sicurezza pubblica? ma chiaramente la sicurezza, una scuola che non vuole mettere le telecamere non vuole dare alla vittima le prove che inchioderebbero il bullo e per tanto è da considerarsi la scuola come complice del bullo, infatti se io avessi il potere di fare una legge direi questo, "se una vittima denuncia un atto di bullismo che non può dimostrare con la telecamera perché la scuola non la mette all'interno dell'istituto, bisognerebbe mettere in galera il preside perché non fornisce il materiale  di tutela della vittima di bullismo, poi in galera anche il professore che non ha vigilato e in carcere minorile il bullo"  una legge seria farebbe questo.

Poi il bullo dopo alcuni richiami se continua a fare il bullo merita di essere espulso, perché la scuola è luogo di studio e di crescita umana delle persone e un alunno che non contribuisce a questo, disturbando ripetutamente le lezioni del professore , non studiando mai e appunto facendo il bullo con i compagni, merita l'espulsione con tanto di divieto di avvicinamento dalla scuola, una scuola seria farebbe questo, infondo se non fanno niente a cosa serve a questi individui la scuola, non imparerebbero niente comunque anche se non si espellano, pero espellendoli almeno non disturbano gli altri alunni e i professori, invece oggi sono le vittime di bullismo che stanche di subire questa situazione si ritirano da scuola, in pratica avviene tutto il contrario di quello che invece la scuola dovrebbe fare.

martedì 11 giugno 2019

Il lavoro parte 2

Buon giorno o buona sera a tutti ragazzi, oggi parleremo di nuovo del lavoro andando ad analizzare altri fattori iniziamo subito con questa seconda parte.


Oggi il lavoro è diventato talmente fondamentale per le persone che lo vedono ormai come un fine e no come mezzo di sussistenza, infatti oggi molti lavoratori sono disposti ad accettare qualsiasi condizione lavorativa anche se deprimente proprio per paura di non avere più niente, questo atteggiamento pero è molto negativo perché se nessuno mai si ribella le aziende se ne approfitteranno sempre di più.

Io sono dell'idea che il lavoro debba essere garantito a tutti dallo stato, poco deve importare le competenze che ha una persona (se il lavoro non richiede conoscenze specifiche che può dare una laurea) questo perché tutti devono mangiare, il problema e che appunta la società oggi a differenza di un tempo non vede più il lavoro come un mezzo ma come un fine, infatti per le persone oggi l'avere un lavoro è diventato motivo di vanto perché le persone hanno in mente l'ideale che il lavoro nobilita l'uomo e che rende  la persona più responsabile e matura ed ecco perché oggi anche per avere il semplice ruolo di commesso vengono richieste 2000 competenze assurde e che non centrano in modo sostanziale con il lavoro da svolgere. Tuttavia quelli che ho elencato poco fa sono tutti ideali falsi frutto di una mentalità antica, dove viene valorizzato il lavoro come un dovere assoluto per contribuire allo sviluppo sociale ma non è cosi; prima di tutto il lavoro non rende le persone più responsabili e mature, questo perché il lavoro di fatto è solo una capacità, un essere capaci in qualcosa ma questo non significa essere responsabili e maturi e neanche essere superiori ad altri, in più uno lavoro sostanzialmente perché il lavoro anche se oggi è visto come un fine è comunque una necessità di sopra vivenza, quindi non ci può essere maturità laddove siamo costretti per forza di cose a fare quella determinata cosa in questo caso il lavoro, la prova del nove sta nel fatto che se un lavoratore vincesse al lotto non lavorerebbe più, quindi cosa succede quella persona magicamente non è più matura perché non lavora più, è chiaro che la maturità è data da altri fattori , infine il lavoro non nobilita l'uomo, i nobili nella storia non hanno mai lavorato lo hanno fatto sempre solo gli schiavi, ma non c'è niente di nobilitante nel lavorare per se stessi perché è semplicemente una necessità, al limite può essere nobilitante il volontariato perché qui la persona lavora gratis per prendersi cura di qualcuno o qualcosa, senza essere obbligato da nessuno o da fattori  di sopravivenza (se non si tratta di servizio civile).

Voglio dire  a chi dice "se non lavori ti annoi" affermazione assolutamente sbagliata perché siamo nel 2019 e ognuno con un po di fantasia potrebbe fare migliaia di attività diverse senza annoiarsi mai, certo è vero che per fare queste attività bisogna avere i soldi e quindi lavorare, ma appunto il lavoro è semplicemente un mezzo per avere quei soldi, ma certamente il lavoro non serve per combattere la noia anzi se il lavoro non ti piace sarà il lavoro stesso a darti noia.

Infine chi dice che "i soldi fanno la felicità" si sbaglia di grosso, perché d'accordo che i soldi ci permettono di comprarci quello che vogliamo e che ci fa passare attività piacevoli, ma se per avere quei soldi siamo costretti a fare un lavoro che non ci piace, ci da dolori fisici e ci rende infelici è chiaro che i soldi nonostante possano comprarci tutto, non possono farci sparire la sensazione di infelicità sul lavoro, quindi i soldi sarebbero quasi utili se bilanciassero questa infelicità  con la felicità, ma questo non può avvenire perché ormai si lavora anche 6 giorni su 7  in pratica stiamo sempre a lavoro e i momenti di felicità che possono darci i soldi durano davvero troppo poco.  Mi viene in mente il filosofo Shopenhauer che diceva " la vita è un pendolo fra dolore e noia con alcuni momenti di piacere" questa è la frase più azzeccata per descrivere non solo la società del passato ma anche quella odierna purtroppo che è guidata dai soldi che non danno la felicità, ma sono lo strumento di manipolazione di massa




lunedì 10 giugno 2019

Relazione scuola-università

Buon giorno o buona sera a tutti gente, dopo il post relativo all'alternanza scuola-lavoro e al post dove mettevo in relazione università e lavoro, oggi farò quello che relaziona scuola e università iniziamo subito.

La scuola e l'università sebbene siano due elementi indipendenti l'uno dall'altro, in realtà sono molto più collegati di quanto possiamo aspettarci ed hanno anche molte analogie fra di loro.


Innanzi tutto il fatto che siano indipendenti come molti sostengono non è affatto vero, purtroppo se la scuola non prepara bene un ragazzo avrà diverse difficoltà all'università, infatti ritengo che i test d'ingresso siano sviluppati male proprio perché non tiene conto di questo motivo vi faccio un esempio : se  uno studente A che frequenta la scuola X che è una scuola negligente dove i professori non rispettano il programma, mentre uno studente B che frequenta la scuola Y dove svolge tutti gli argomenti, fra A e B nel momento in cui andranno all'università a svolgere il test d'ingresso chi avrà più probabilità di essere preso, chiaramente B ed è per questo che è sbagliato perché è una competizione impari; non voglio dire che bisogna levare il test d'ingresso, pero non è giusto che uno studente deve pagare la negligenza di un professore che ha avuto in passato, pertanto bisognerebbe far in modo che il test d'ingresso mette tutti in condizioni di parità, per fare questo bisognerebbe mettere come domande argomenti base che per forza di cose tutte le scuole devono aver fatto, quindi dire che scuola e università sono indipendenti non è affatto vero anzi sono più legati di quanto si pensa.

Adesso vediamo un secondo fattore, la scuola e l'università sono facili oppure difficili? .

La mia risposta dopo tutta una serie di cose che ho  visto è questa, sono difficili agli atti teorici ma in quelli pratici è facile vediamo adesso perché la mia risposta è questa.

La scuola ragazzi non è fatta per tutti, ho sempre visto ragazzi che non erano proprio in grado di studiare, tuttavia i ragazzi sono sempre e comunque promossi, se prendiamo una classe di 20 alluni mediamente le persone che andrebbero promosse sarebbero solo 4 mentre quelle bocciate sarebbero 16, tuttavia vengono solitamente promossi tutti e 20, questo accade perché semplicemente i professori lievitano i voti apposta basti guardare anche solo come lo fanno con il voto di condotta, addirittura al mio esame di 5° superiore una mia compagna si era messa a piangere perché non sapeva fare nulla alla seconda prova e i professori le hanno passato le soluzioni andando poi a prendere un voto alto su quella prova.

All'università accade la stessa cosa i professori lievitano i voti, infatti mi sono ritrovato a vedere gente laureata che non ha mai acquisito un metodo di studio,eppure certe persone impensabili solo ad avvicinarsi all'università sono laureate, sono sicuro che anche voi se ci pensate bene cari lettori avete visto qualcuno che stranamente si sia laureato; infatti ci sono molti studenti universitari che dicono "una volta passato il test d'ingresso è tutto un percorso in discesa" per quanto sia paradossale dirlo in realtà è vero.

Questo perché accade? io ci ho pensato bene e sono giunto a 3 motivi:

1) I professori ( a meno che uno non è sfortunato che ne becca uno alla quale stia antipatico) aiutano parecchio gli studenti già di base lievitando i voti, infatti io sono venuto a sapere di esami della durata anche solo di 2 minuti, un tempo chiaramente insufficiente per dare un giudizio.

2) I professori quello che valutano sono soltanto le nozioni che il ragazzo dice, senza capire effettivamente se il ragazzo sa quelle cose perché le ha comprese veramente oppure se solo perché le ha imparate a memoria, infatti sono sicuro che se prendiamo uno studente universitario che ha preso per esempio un 28 ad un esame io sono sicuro che se dopo 6 mesi rifacesse lo stesso esame saprebbe poco e nulla, proprio perché non ha mai compreso l'argomento .

3) L'università più laureati ha e più gli si alza il prestigio, quindi ha anche lei ha delle finalità per promuovere le persone idem per la scuola, infatti io sono dell'idea che l'albo delle università più prestigiose andrebbe tolto.

Ora non voglio assolutamente dire che tutti i diplomati/laureati siano degli incapaci, il problema è che è il sistema ad essere sbagliato e va a comportare che sia i bravi che i non bravi siano laureati e questo va tutto a svantaggio di quelli veramente bravi, infatti le aziende ormai vedono in giro troppi laureati che stanno a spasso e non riescono più a riconoscere chi sia meglio prendere oppure no anche perché l'università non da quella pratica che le aziende ricercano, quindi a questo punto preferiscono scegliere persone che per esempio sono attestate con corsi specifici, come ad esempio di primo soccorso oppure anti incendio, anzi che scegliere un laureato come tanti che pur avendo le conoscenze non sa svolgere le attività pratiche.

Ho trovato anche una domanda relativa a questo argomento su yahoo e c'è stata una risposta molto interessante da parte di una professoressa universitaria ecco qui il link.

https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20190210223324AAxm98H

domenica 9 giugno 2019

Relazione università-lavoro

Buon giorno o buona sera a tutti ragazzi, oggi parleremo della relazione che c'è fra università e lavoro e di quali sono le problematiche che ci sono dietro essa, molto bene iniziamo subito.


Quanta gente sentiamo dire che fare l'università è solo questione di buona volontà, mentre il resto è tutta una scusa detta da giovani fannulloni che vogliono arrendersi.

La gente dice che se non hai i soldi basta andare a lavorare e mettersi un po di soldi da parte e quindi poi si potrebbe fare l'università.

Io penso ma le persone che dicono queste robe qui da quale pianeta sono sbarcati dove hanno vissuto fino adesso, prima di tutto per fare l'università altro che un po di soldi ma parecchi soldi bisognerebbe mettere da parte, con il rischio poi di andarci magari anche laurearsi e non trovare poi il lavoro relativo al proprio indirizzo di studi e il risultato cosa sarebbe semplicemente di aver bruciato i soldi guadagnati col sudore della fronte, o la laurea diventa  garanzia di lavoro oppure cosi come è adesso non serve a nulla farla ma è solo un rischio.

Poi voglio dire oggi il lavoro è difficilissimo d'avere per diversi motivi, le aziende richiedono competenze che non si possono subito avere, poi spesso fanno contratti a tempo determinato, senza contare infine che poi molti lavori deprimono  i dipendenti che spesso preferiscono giustamente mollare ilo lavoro.

Infine se l'università richiede molto impegno e concentrazione come dicono molte persone allora spiegatemi come si potrebbe lavorare se uno dovrebbe studiare tutto il tempo, (ma l'università non è poi cosi difficile ma questa cosa sarà affrontata in un futuro post).

Io rimango dell'idea che una società civile non faccia pagare quella che è la formazione lavorativa o universitaria che sia, questa è l'unica cosa di valore secondario che dovrebbe essere garantita gratuitamente, ma come ho già detto lavorare per studiare è realmente un impresa oggi, anche se ci sono studenti che lo fanno non significa nulla, sono sempre e comunque i genitori a pagargli gli studi, perché come già spiegato prima il lavoro stabile non c'è oggi, quindi uno studente potrebbe stare a casa da un giorno all'altro.

sabato 8 giugno 2019

L'università oggi

Buon giorno o buona sera a tutti ragazzi, oggi parleremo dell' università come è stato promesso nel post relativo alla scuola,siccome un utente mi ha consigliato di iniziare subito vedrò di accontentarlo quindi iniziamo.


L'università è quell'ente che rappresenta l'ultimo scoglio che riguarda il mondo dello studio dove si accede dopo aver conseguito il diploma di scuola superiore, tuttavia l'università oggi esattamente come il lavoro è movente di depressione per diversi motivi vediamo quali :

1) L'università anche quella pubblica oggi è troppo costosa, prima di tutto l'isee che viene calcolato è fatto apposta per poter prendere il massimo prendibile dalla persona che vuole andare all'università, in pratica spreme come limoni le persone fino all'ultima goccia un isee più serio  calcolerebbe una percentuale di gran lunga minore,poi nel caso in cui i genitori del ragazzo/a che vuole fare l'università hanno la partita iva aperta oppure hanno uno stipendio variabile, purtroppo non ti viene nemmeno fatto l'isee e l'università ti inserisce automaticamente all'ultima fascia, come se avere una partita iva o avere uno stipendio variabile sia sinonimo di essere ricchi, bhe si sbagliano di grosso perché avere una partita iva aperta significa pagare già di per se delle tasse e oggi qui l'italia ti ammazza con le tasse che ti impone.

2) Anche i libri e i materiali costano, non è che l'università li fornisce agli studenti come prestito che dovranno poi restituirli a fine anno all'università, ma no anzi gli studenti devono comprarsi da soli il tutto, un libro universitario può venire anche più di 100 €,se un corso prevede per esempio 7 materie sono mediamente circa 700 € che escono solo per i libri, poi ci sono anche i materiali da comprare per alcune facoltà universitarie, e infine per chi viene da altre regioni si deve pagare anche l'affitto e in più c'è anche l'abbonamento del treno.
Quindi fra iscrizione,libri,materiali,affitto e abbonamento del servizio ferroviario, ma uno quanto deve spendere per fare l'università fatemi capire, è assurdo pagare tutto questo.

3) Infine ci sono anche tutte quelle persone che dicono "potete studiare mentre lavorate". Allora io voglio dire a queste persone prima di tutto che lo studio è un diritto e anche potersi laureare dovrebbe diventarlo, non vedo perché bisogna pagare per ciò che dovrebbe essere un diritto ancora non riconosciuto a pieno come tale, secondo dipende da che facoltà uno vuole fare, se uno fa una facoltà semplice potrebbe anche lavorare, ma se uno  ne fa una difficile lavorando spiegatemi dove lo prenderebbe il tempo per studiare, vivrebbe solo per studiare e lavorare senza fare nient'altro ma capite anche da soli che non tutte le persone possono essere predisposte a fare una vita simile, infatti esiste la sindrome della stanchezza cronica che viene spesso scambiata per pigrizia,ma di fatto la persona in questione  è davvero stanca, se la prendi e gli metti a fare 1 giro di campo il suo fisico risponde come se ne avesse fatti 10, una volta i dislessici venivano presi per scansa fatiche, solo dopo si è scoperta che la loro era una disabilità linguistica, dico questo solo per far capire che molto spesso le persone giudicano solo per ignoranza non conoscendo pienamente i fatti (questo sarà argomento di un futuro post), quindi è chiaro che una persona che soffre di stanchezza cronica non può lavorare e studiare,senza contare che poi ci sono facoltà in cui ci sta l'obbligo di frequenza, in questa casistica è davvero impossibile avere un lavoro, in quanto è impossibile organizzare università e lavoro insieme visto che le aziende non scendono mai a compromessi con i dipendenti ,in più voglio ricordare che la laurea oggi non da più garanzia di lavoro, quindi non vedo perché una persona deve spendere i soldi solo per la laurea con il rischio poi di non fare nemmeno quel lavoro, sarebbe semplicemente aver bruciato i soldi.

In conclusione voglio dire che oggi l'università non è un diritto vero e proprio oggi, io sono dell'idea che l'università dovrà costare un massimo di 100 € l'anno a persona indipendentemente dal reddito che possiede,poi i libri come i materiali li deve fornire l'università stessa agli studenti come prestito che poi a fine anno verranno restituiti,in modo tale che l'università poi potrà prestarli agli studenti dell'anno successivo (chiaramente se uno studente rompe o rovina grandemente un libro o uno strumento dovrà risarcire il danno).

E' logico che facendo cosi le università si affolleranno e quindi dovranno essere fatti dei test d'ingresso (che dovranno essere gratuiti), perché purtroppo proprio fisicamente è impossibile mettere tutte queste persone all'interno degli edifici, è proprio una questione di sicurezza, se scoppia un incendio la gente deve essere pronta a fuggire senza avere ostacoli,
tuttavia è molto meglio non andare all'università perché non si supera un test d'ingresso, anzi che perché non la si può pagare, il primo caso vuol dire  che se fallisco il test, qualcuno più meritevole di me lo passa e poi si può riprovare l'anno prossimo, ma il secondo caso non vuol dire proprio niente.

Tuttavia ho pensato ad una soluzione anche per togliere i test d'ingresso, ho pensato e se trasformassimo nel pomeriggio le scuole medie e superiori in succursali universitarie? con le elementari non si può fare perché ci sta il tempo pieno, ma le scuole medie e superiori nel pomeriggio non fanno niente rimangono chiuse, e dato che tutti siamo andati alle scuole medie e superiori è chiaro che ci sarebbe spazio per tutti, per le attività laboratoriali le succursali potrebbero mettersi d'accordo con l'università centrale e andarci a turno, infine anche se nelle scuole medie e superiori ci sono attività pomeridiane come il collegio docenti e gli incontri con i genitori, queste attività durano 1 settimana o 2 al massimo, ma anche per questo non c'è problema basta chiudere la sede in queste settimane e poi riaprirla terminate tali attività.

venerdì 7 giugno 2019

L'alternanza scuola-lavoro

Salve a tutti cari lettori e benvenuti a questo terzo post,dopo aver parlato del lavoro e della scuola non potevo certo non parlare  dell'alternanza scuola-lavoro,novità inserita dal miur negli ultimi 4/5 anni, ora iniziamo .

Oggi la scuola applica il sistema dell'alternanza scuola-lavoro vediamo cos'è, in pratica gli studenti oltre a frequentare le normali ore scolastiche, sono obbligati ad andare a svolgere ore lavorative non retribuite per un azienda, tramite accordi presi con la scuola.L'alternanza servirebbe per far affacciare più rapidamente gli studenti nel mondo del lavoro,in modo tale da permettere già nel periodo delle scuole superiori di far acquisire delle prime esperienze lavorative e se l'alternanza, non viene svolta pena la bocciatura.

Sembra tutto fantastico detto cosi, a maggior ragione se pensiamo al fatto che oggi le aziende richiedono sempre l'esperienza, tuttavia le problematiche ci sono e come andiamo ad analizzarle una per una :

1) Prima di tutto gli studenti sono obbligati ad andarci e senza ricevere alcuna retribuzione, questo è alquanto ingiusto, quando si esce dalla scuola superiore i ragazzi possono scegliere che lavoro fare e non sono costretti da nessuno a fare un lavoro che non vogliono, pertanto già il fatto che sono obbligati a fare l'alternanza non va bene perché è una cosa lontana da quella che è la realtà effettiva, in più quando si lavora si è sempre retribuiti, pertanto se proprio vogliamo far affacciare gli studenti nel mondo del lavoro dobbiamo farlo al 100% quindi è giusto che vengano retribuiti, altrimenti veramente ragazzi ritorniamo al periodo degli schiavi.

2) Secondo l'alternanza solitamente non riguarda lavori che hanno a che fare con l'indirizzo di studio, ma riguardano lavori come per esempio il volantinaggio, oppure anche aziendali ma che non hanno comunque a che fare con l'indirizzo di studi, e non vanno a dare questa grande esperienza lavorativa.

3) Quando gli studenti sono mandati dalla scuola in una azienda nella quale servono determinati abbigliamenti e materiali, ho saputo che sono gli studenti stessi a doversi procurare tutto e a metterci i soldi, ricordiamoci che non sono nemmeno retribuiti, è sbagliatissimo tutto questo deve essere cura dell'azienda o della scuola visto che obbliga a farla che devono fornire tutto come prestito, anche perché uno studente una volta che finisce il periodo scolastico-lavorativo che cosa ci fa con questi materiali se li danno in fronte?

4) Infine ragazzi ricordiamoci, che per ogni studente che lavora obbligato dalla scuola, ci sta un impiegato in meno nell'azienda  e quindi aumenta la disoccupazione, in quanto gli studenti non costano nulla per le aziende e loro per risparmiare non guardano in faccia niente e nessuno (questa cosa tuttavia succede in pochi casi).

Io personalmente non sono contrario all'alternanza, pero per poterla applicare in primis dobbiamo curarci che nessun impiegato venga lasciato a casa per far spazio agli studenti, e nel caso ciò avviene, il lavoro che gli studenti andranno a fare, deve riguardare il proprio indirizzo di studio e comunque non deve essere obbligatorio (perché trovo incivile obbligare qualcuno a fare un lavoro che non vuole fare) ma deve essere retribuito per chi sceglie di andarci facoltativamente, infine tutti i materiali devono essere forniti agli studenti o dalle aziende o dalla scuola come appunto un prestito che chiaramente lo studente dovrà restituire alla fine di questa esperienza.

Il mio suggerimento per gli studenti che si lamentano dell' alternanza, devono mettersi tutti d'accordo e rifiutarsi di andare a scuola, e nel caso la scuola minacci questi studenti di bocciatura nel caso non partecipano all'alternanza, gli studenti per tutta risposta non solo devono rifiutarsi di andare a lavoro, ma anche nel caso in cui arriva questa minaccia anche di non andare più a scuola. 

Sicuramente facendo questa protesta di massa  si  mobilitano anche i telegiornali che di conseguenza faranno involontariamente una cattiva pubblicità sia alla scuola che alle aziende. In questo modo facendo ciò, il miur capirà che dovrà cambiare le regole dell'alternanza nel modo che ho elencato poco fa e cioè con un alternanza di indirizzo,facoltativa e retribuita.

C'è chi dice che lo studente che fa l'alternanza non dovrebbe essere pagato, in quanto sembra che l'alternanza non serve a formare il ragazzo dal punto di vista lavorativo ma solo per farlo affacciare nel mondo del lavoro, quindi nel lato pratico farebbe poco e nulla tuttavia un rimborso spese dovrebbe essere comunque dato, pero a questo punto mi viene da domandarmi a cosa serve farla se poi lo studente non viene formato, come mi ha fatto notare un utente tanto vale far fare dei tirocini anche agli studenti delle superiori.

giovedì 6 giugno 2019

La scuola oggi

Salve a tutti cari lettori e benvenuti al secondo post,dopo la tematica del lavoro affrontata l'altro giorno, non poteva certo mancare quello della scuola.Preciso che parlerò delle scuole elementari,medie e superiori e per quanto riguarda l'università è un discorso a parte che tratterò in un altro articolo ,dopo questa piccola precisazione siamo pronti iniziamo 😁.


La scuola è l'ambiente dove si cerca di formare le persone per prepararle nella vita,nel lavoro e nella società, cercando di far diventare gli scolari prima  di tutto studenti modello per poi arrivare a cittadini modello.Tuttavia la scuola oggi fallisce in tutto e non c'è nulla da sorprendersi in ciò.

La scuola seppur vero che cerca di formare gli studenti, in realtà piuttosto che educarli, cerca semplicemente di plasmarli come la società vuole, tentando di stroncare il pensiero critico degli studenti.Ormai nella scuola non si può più esprimere un pensiero critico oppure originale, perché altrimenti si viene trattati con aria di supponenza e superbia della ragione da parte degli insegnanti, andando ad indicare che quel pensiero è sbagliato,quando in realtà è soltanto diverso ed è sbagliato solo agli occhi dell'insegnante.

Il problema ragazzi è che l'insegnante si mette in una posizione di superiorità, mentre in realtà dovrebbe essere messo in posizione di parità, l'insegnante deve dare il buon esempio di umiltà per educare ad essa,ma se questo già non parte da una figura educatrice,come possiamo pretendere di ritrovarci adulti umili.Vi voglio fare un esempio di questo,quando uno studente arriva in ritardo in classe,il professore anzi che sorpassarci sopra (perché come detto nel post sul lavoro, il ritardo non è la fine del mondo) cosa fa si arrabbia, dicendo che la lezione si interrompe (  che poi questo avviene si ma solo per un attimo non è una grossa interruzione) se invece uno studente manca un giorno a scuola, l'insegnante pretende addirittura una giustificazione scritta assurdo.

Pero ora vediamo cosa succede se l'insegnante arriva in ritardo o non viene a scuola.Allora se viene tardi nessuno gli dice niente tuttavia la lezione inizia tardi,quindi è più grave il ritardo di un insegnante rispetto a quello di uno studente,eppure mentre lo studente si prende un cazziatone all'insegnante non succede nulla.Quando invece un insegnante manca e il giorno dopo entra a scuola, mica porta una giustificazione scritta agli studenti,eppure gli studenti sono la parte lesa visto che l'assenza del professore provoca il non regolare svolgimento delle lezioni,a differenza se uno studente manca la lezione va avanti. Quindi fra i due dovrebbe essere l'insegnante (che è anche pagato dallo stato) a dare una giustificazione e no lo studente, che invece non è pagato da nessuno e non va a comportare irregolarità del susseguirsi delle lezioni.

La scuola oggi non educa gli studenti in quanto oggi l'unica cosa che conta nella scuola è il nozionismo e no l'educazione, la prova del nove lo vediamo con i bulli, loro mica vengono puniti duramente, per loro mettono qualche nota ma nulla di più;invece una scuola seria punirebbe il bullo in modo esemplare,arrivando anche (dopo alcune ammonizioni) all' espulsione,perché la scuola è un ambiente dove bisogna insegnare nozioni ed educare e non un campo di battaglia, se uno studente non fa niente a scuola,ed è capace  solo di dar fastidio all'insegnante,disturbandogli ripetutamente le lezioni e di fare il bullo,e dopo aver parlato con i genitori che sono tuttavia negligenti sull'educazione da dare ai figli,tanto vale non farlo andare più a scuola, infondo che ci vada o meno non fa alcuna differenza,non impara niente comunque,solo che non andandoci non va a disturbare gli altri.

Invece tutto questo per la scuola non conta,perché ripeto per la scuola è importante solo il nozionismo,è vero oggi abbiamo il voto di condotta,ma a che serve questo voto se viene lievitato apposta dagli insegnanti,il voto di condotta è un voto solo di facciata e non serio.

Anche l'interrogazioni dovrebbero cambiare,l'interrogazioni mettono una grande ansia inutile,mentre invece uno studente non dovrebbe vedere l'ora di essere interrogato e dire la sua, se anzi che prendere l'interrogazione come un quiz  (che poi valuta soltanto quanto uno sa le nozioni a memoria e non si capisce se effettivamente sono argomenti compresi veramente,e il risultato finale fa si che nel giro di 4 mesi  circa le nozioni vengono scordate)  sarebbe meglio prendere l'interrogazione,come appunto suggerisce la parola, una fase di interloquo fra studente ed insegnante,dove lo studente deve parlare si di quell'argomento e fare le proprie considerazioni,dicendo i propri pensieri in merito condividendo o meno le azioni di un determinato personaggio storico e confrontarsi con le considerazioni che ha l'insegnante.
Invece no oggi le interrogazioni sono un quiz,dove gli studenti non sono persone ma semplicemente numeri,per la scuola se tu prendi 9 sei 9 tu prendi 4 sei 4,invece gli studenti non sono il voto che prendono,il valore dello studente è dato intrinsecamente da altri fattori ma no certo da un voto,pero per la scuola gli studenti sono i voti che prendono. Personalmente il sistema dei voti li abolirei completamente dalla scuola,devono essere solo indicativi e dati privatamente,ma che non vanno a incidere automaticamente sulla promozione.

Infine altro fattore che critico della scuola,è il fatto che trasforma tutto in una gara, cosi facendo è la scuola stessa che scaturisce rivalità e inemicizie inutili fra gli studenti stessi, ma dov'è l'insegnamento che la vita non è una gara,se è la stessa scuola che fa gare sulla cultura.Essa è un elemento non meritevole di alcun tipo di gara,le conoscenze sono personali e non devono essere confrontate,una persona realmente acculturata non si abbassa ad una volgarità come una gara culturale,perché appunto si accontenta di avere la cultura che ha,senza sfoggiarla agli altri perché sa che non c'è ne bisogno. Ma la scuola fa tutto il contrario,anzi che far apprezzare la cultura di per se,fa si che viene premiato quello che vince la gara con un premio appunto materiale,(è un po come quando i genitori regalano i soldi al figlio perché ha preso un ottimo voto a scuola) tutto ciò non è educativo per niente e non  fa capire il reale valore della cultura.

 E' per via di tutte queste cose che la scuola oggi,non è solo un fallimento dal punto di vista umano-educativo, in quanto educa gli studenti a essere semplicemente degli esecutori senza fargli pero porre la domanda se quello che devono eseguire sia giusto oppure sbagliato, ma fallisce anche dal punto di vista nozionistico, non c'è da stupirsi perché cosa possiamo pretendere da un ente che non trasmette il valore della cultura,chiaramente non possiamo aspettarci niente ma solo un grosso fallimento sociale, infatti abbiamo molta mancanza di rispetto, sia nella società, nel lavoro e in qualsiasi luogo di incontro sociale, dove regnano arroganza,supponenza,superbia,maleducazione e invidia.

mercoledì 5 giugno 2019

Il lavoro oggi parte 1

Salve a tutti questo è il mio primo blog che scrivo,volevo trattare un tema che mi sta molto a cuore,ossia quello della società come è oggi,nel dettaglio in questa prima parte affronterò il tema del lavoro,ma in seguito  ne verranno pubblicati altri come la scuola le relazioni eccetera.Voglio partire con il tema del lavoro proprio perché il lavoro è il tema principale che caratterizza la società odierna quindi partiamo.

Il lavoro oggi è diventato movente di problematiche psico-fisici negli uomini,ma analizziamo per punti perché ciò avviene :

1) Prima di tutto oggi trovare lavoro è diventata un impresa titanica,le aziende sono diventate super pretenziose nei confronti del personale che vogliono assumere, pretendono che una persona sia auto munita e già qui abbiamo il primo paradosso,perché se una persona sta cercando lavoro come si può pensare che essa abbia la macchina,senza il lavoro non può avere i soldi per pagarsi la benzina,l'assicurazione,il bollo ed eventuali riparazioni meccaniche.
2) Le aziende oltre tutto pretendono la conoscenza di una o più lingue straniere e anche dell'utilizzo dell'informatica,questo non è un punto che voglio criticare,in quanto  è giusto che un azienda nel 2019 sia a passo con i tempi,certo criticabile può essere richiedere un utilizzo eccellente della lingua,un utilizzo sufficiente già va abbastanza bene qui in Italia.Quello che voglio criticare e che si sa le scuole italiane sono alquanto scadenti con l'inglese e l'informatica,non sono in grado di riuscire a dare una buona preparazione (per motivi che vorrò commentare in un altro post),quindi io sono dell'opinione che un azienda,non debba pretendere l'utilizzo dell'inglese e dell'informatica e basta,o meglio può pretenderle,ma deve essere anche loro cura,far fare gratuitamente ai neo assunti questi corsi all'interno dell'azienda,perché ripeto la scuola non riesce a dare oggi queste conoscenze e io sono dell'idea che un azienda non può pretendere l'impossibile da un neo assunto.
3) Le aziende pretendono anche l'esperienza; altro elemento paradossale,un giovane che cerca  lavoro perché è appena uscito da scuola non può aver lavorato prima,(certo l'alternanza scuola-lavoro potrebbe in parte portarla,peccato che il periodo in cui si fa dura davvero poco e in più riguardano lavori come il volantinaggio e ad un azienda ciò poco importa),quindi se tutte le aziende o imprese richiedono sempre l'esperienza nessun giovane riuscirebbe mai a lavorare,è giusto che aziende o imprese di un certo livello lo richiedano,per esempio un ristorante a 5 stelle è normale che pretenda uno esperto,ma una trattoria può accontentarsi di chiunque ,eppure anche li l'esperienza è richiesta.
4) Infine le aziende pretendono requisiti come dinamicità,estroversità e solarità,allora io dico ok  che se una persona lavora a contatto con il pubblico deve comunque essere cordiale e gentile,ma essere introversi non significa certo essere maleducati,significa soltanto che una persona vuole starsene per i fatti propri,tuttavia non si chiuderebbe nel dialogare con il cliente se deve lavorare,magari dialogherebbe senza fare molte domande, ma certamente non sarebbe maleducato, trovo assurdo che le aziende chiedano requisiti simili che sono strettamente personali.

Ora che abbiamo analizzato, come è difficile trovare lavoro e quanto sia paradossale tutto ciò, vediamo cosa accade nel caso fortunato in cui si è assunti.

Una volta assunti pensiamo di aver risolto tutti i nostri problemi,ma a dire il vero i problemi iniziano da qui,questo perché una volta assunti ci accorgiamo di avere  altre problematiche,prima di tutto vediamo il nostro tempo libero calare drasticamente,questo perché ormai si lavora mediamente 6 giorni su 7 per 8 ore al giorno,8 ore di lavoro sembrano poche,ma se a queste 8 aggiungiamo 8 ore di sonno (ossia quelle ideali di sonno),poi sommiamo a queste 1 ora per il pranzo e 1 per la cena e infine addizioniamo le ore di viaggio da casa a lavoro e da lavoro a casa (mediamente 3 ore),viene fuori che 21 ore su 24 sono dedicate a tutto meno che al tempo libero,3 ore di tempo libero trovo che siano pochine onestamente,quindi è inutile dire che 8 ore lavorative al giorno sono troppe,l'ideale sarebbe farle scendere a 5 le ore di lavoro,infondo 5 ore occupano una parte della giornata e le aziende devono imparare ad accontentarsi del tempo dedicatogli.
Ma i guai non finiscono qui,perché non solo le aziende fanno lavorare tutte queste ore,ma in più hanno anche la faccia tosta di "minacciare"  i dipendenti per ogni singola cosa,questo perché con il periodo di crisi le aziende sanno che possono rimpiazzare i dipendenti quando vogliono e i dipendenti giustamente temono questo,per esempio quando un azienda chiede uno straordinario (magari anche senza preavviso),il dipendente può si rifiutarsi,ma sa che nel caso in cui si rifiuterà avrà delle ripercussioni sul lavoro,e per tanto accetterà si di farli ma per paura,no di sua spontanea volontà.
Infine il tutto viene fatto per cosa,per una paga che permette a malapena di arrivare a fine mese nei casi più fortunati.

L'immagine che ho messo qui in alto a destra rappresenta alla perfezione ciò che il lavoro è oggi,in quest'immagine cosa vediamo? vediamo un uomo che corre come un matto per arrivare in orario a lavoro,e ciò è la rappresentazione perfetta non solo della paura del dipendente medio  che ha del ritardo,ma anche di come la società e il lavoro non permettono più di far godere all'uomo il valore del tempo e dei piccoli piaceri della vita.
Tutto ciò cosa provoca nell'uomo,come ho già detto malattie psico-fisiche,come depressione e nervosismo almeno nella maggioranza dei casi, ma anche problematiche fisiche come ernie,mal di schiena atroci e in generale un affaticamento muscolare estremo (questi ultimi in particolare almeno per alcuni lavori),seppur vero che oggi le aziende fornisco ai dipendenti i cosi detti D.P.I (dispositivi di protezione individuale),che sembra poco 
ma credetemi in passato questi nemmeno venivano forniti,il problema pero e che ancora non è stato risolto come tutelare la componente umana dei lavoratori,c'è troppa mancanza di rispetto all'interno del lavoro,sia da parte dei colleghi ma anche da quella dei superiori,anzi a essere onesti sono di più i pari a mancare di rispetto dei superiori.Per esempio io quando ho lavorato dentro un azienda,(di cui non voglio fare nome per non fare cattiva pubblicità) ho avuto una collega, che non faceva altro che urlarmi in faccia, dicendomi che ero lento (secondo lei) e qui voglio dire prima di tutto ,se sei un pari non sei nessuno per criticare un tuo pari,secondo anche se fosse stato vero,non è certo urlandomi in faccia che posso migliorare,anzi ciò mi deconcentra e innervosisce ancora di più e mi fa lavorare anche peggio dopo,ecco perché sono dell'idea che la maleducazione nel lavoro non paga,non dico che non devono esserci richiami,ma questi richiami primo devono venire da un superiore e no da un pari che non deve proprio azzardarsi a dirvi nulla, dato che non è nessuno che conta li dentro,secondo devono essere con toni tranquilli e pacati,perché laddove c'è la serenità lavorativa,il lavoro può venire bene,altrimenti il lavoro diventa una battaglia costante ogni giorno,andando a incidere inevitabilmente sull'umore e alla lunga anche sulla psiche del lavoratore.

Come risolvere tutto questo,prima di tutto bisogna smettere di fare tutto di fretta,e cominciare a goderci gli attimi piacevoli della vita e far capire alle aziende che arrivare per esempio anche con 20 minuti di ritardo non incide su un deficit lavorativo,non voglio dire che dobbiamo arrivare in ritardo perché dobbiamo farci i fatti nostri,ma andare a lavoro senza correre e se capita un po di ritardo non è certo una tragedia.Anzi  le tragedie quando succedono nel lavoro,succedono perché si lavorava con la velocità che chiaramente va a provocare una diminuzione di concentrazione, molti camion o furgoni hanno fatto incidenti per via della fretta che gli veniva impartita dai superiori,quindi le tragedie sul lavoro se accadono,avvengono per la velocità di svolgimento del lavoro.

Poi il resto si dovrebbe risolvere con leggi apposite,io come ho detto sopra metterei 5 ore di lavoro per 5 giorni a settimana oppure 6 ore per 5 giorni a seconda del lavoro,ciò permetterebbe un miglior equilibrio fra lavoro e tempo libero,infine introdurrei il salario minimo, 12 euro l'ora mi sembra la cifra ideale,sopratutto considerando il caro vita che ha l'Italia,un paese civile terrebbe conto di questo, infine anche vietare alle aziende di chiedere tutti questi requisiti nella fase colloquiale.
Come ultima cosa vorrei abolire (una volta superato il periodo di prova) il licenziamento,una persona che lavora e da il massimo non merita certo il licenziamento,ma solo in alcuni casi il licenziamento sarà ancora valido e sono questi 5.
1) Se il dipendente non fa niente, che sta proprio li fermo con le mani conserte,certo il tutto deve essere provato da telecamere.
2) Se il dipendente manca di rispetto,o mette le mani addosso a un suo collega e di nuovo il tutto documentato dalle telecamere.
3) Se il dipendente ruba,anche ciò deve essere documentato da telecamere pero in questo caso ciò farà solo un possibile indizio e non una prova,questo perché il dipendente in questione potrebbe essere stato incastrato,magari un superiore gli può ordinare di prendere del denaro, per poi accusarlo di furto e cercare di farlo licenziare,si è vero sembra un atteggiamento immaturo,ma per incastrare le persone per farle licenziare, le aziende sono capaci di questo e altro.
4) Se il dipendente passa informazioni sull'azienda in cui lavora,per una concorrente,anche qui dopo varie prove che confermano questo fatto.
5) Infine per esubero di personale (quest'ultimo pero a patto che vengano licenziati gli ultimi entrati nell'azienda),certo la miglior cosa sarebbe che l'azienda non arrivi mai a questo esubero, e il governo dovrebbe aiutare affinché ciò non avvenga, per esempio tassando le aziende di meno.

Comunque ora che sono giunto alla conclusione,ci tengo a dire che non ci sono solo aziende cosi pessime,seppur quelle pessime  sono la maggioranza,ci sono anche aziende che hanno capi che sono fantastici e tengono ai propri dipendenti,pero ripeto sono la minoranza.

Poi è chiaro che se un datore legge questo blog si arrabbierebbe,perché nonostante ci sia la libertà di opinione e di pensiero in Italia ciò c'è solo negli atti teorici,in quelli pratici poi questa libertà viene a mancare,questo avviene da per tutto non solo nel lavoro,perché laddove ci sta una problematica è più comodo far finta di niente anzi che cercare di  risolverla.
Dico questo perché un amico mio ,che fa video su youtube (dove nel nome del canale ha proprio il suo nome) e parlava delle cose che non vanno sul mondo del lavoro,e vi assicuro che ne parlava in generale e non ha mai fatto nomi di aziende,quando lui era andato a un colloquio lavorativo non è stato preso, solo perché  questa persona che gli ha fatto il colloquio ha visto questi video di questo mio amico,tutto questo non solo è vergognoso perché dimostra ancora più palesemente che la libertà di opinione non c'è negli atti pratici,ma in più dimostra anche quanta immaturità ha quella persona che ha fatto il colloquio al mio amico,in pratica se le persone non la pensano come lui,questa persona si indispettisce e non l'assume,è lo stesso atteggiamento che hanno i  ragazzini,ecco perché come dico nel lavoro oltre a non esserci la libertà d'opinione c'è tanta immaturità.