Buon giorno o buona sera a tutti ragazzi, oggi parleremo dell' università come è stato promesso nel post relativo alla scuola,siccome un utente mi ha consigliato di iniziare subito vedrò di accontentarlo quindi iniziamo.
1) L'università anche quella pubblica oggi è troppo costosa, prima di tutto l'isee che viene calcolato è fatto apposta per poter prendere il massimo prendibile dalla persona che vuole andare all'università, in pratica spreme come limoni le persone fino all'ultima goccia un isee più serio calcolerebbe una percentuale di gran lunga minore,poi nel caso in cui i genitori del ragazzo/a che vuole fare l'università hanno la partita iva aperta oppure hanno uno stipendio variabile, purtroppo non ti viene nemmeno fatto l'isee e l'università ti inserisce automaticamente all'ultima fascia, come se avere una partita iva o avere uno stipendio variabile sia sinonimo di essere ricchi, bhe si sbagliano di grosso perché avere una partita iva aperta significa pagare già di per se delle tasse e oggi qui l'italia ti ammazza con le tasse che ti impone.
2) Anche i libri e i materiali costano, non è che l'università li fornisce agli studenti come prestito che dovranno poi restituirli a fine anno all'università, ma no anzi gli studenti devono comprarsi da soli il tutto, un libro universitario può venire anche più di 100 €,se un corso prevede per esempio 7 materie sono mediamente circa 700 € che escono solo per i libri, poi ci sono anche i materiali da comprare per alcune facoltà universitarie, e infine per chi viene da altre regioni si deve pagare anche l'affitto e in più c'è anche l'abbonamento del treno.
Quindi fra iscrizione,libri,materiali,affitto e abbonamento del servizio ferroviario, ma uno quanto deve spendere per fare l'università fatemi capire, è assurdo pagare tutto questo.
3) Infine ci sono anche tutte quelle persone che dicono "potete studiare mentre lavorate". Allora io voglio dire a queste persone prima di tutto che lo studio è un diritto e anche potersi laureare dovrebbe diventarlo, non vedo perché bisogna pagare per ciò che dovrebbe essere un diritto ancora non riconosciuto a pieno come tale, secondo dipende da che facoltà uno vuole fare, se uno fa una facoltà semplice potrebbe anche lavorare, ma se uno ne fa una difficile lavorando spiegatemi dove lo prenderebbe il tempo per studiare, vivrebbe solo per studiare e lavorare senza fare nient'altro ma capite anche da soli che non tutte le persone possono essere predisposte a fare una vita simile, infatti esiste la sindrome della stanchezza cronica che viene spesso scambiata per pigrizia,ma di fatto la persona in questione è davvero stanca, se la prendi e gli metti a fare 1 giro di campo il suo fisico risponde come se ne avesse fatti 10, una volta i dislessici venivano presi per scansa fatiche, solo dopo si è scoperta che la loro era una disabilità linguistica, dico questo solo per far capire che molto spesso le persone giudicano solo per ignoranza non conoscendo pienamente i fatti (questo sarà argomento di un futuro post), quindi è chiaro che una persona che soffre di stanchezza cronica non può lavorare e studiare,senza contare che poi ci sono facoltà in cui ci sta l'obbligo di frequenza, in questa casistica è davvero impossibile avere un lavoro, in quanto è impossibile organizzare università e lavoro insieme visto che le aziende non scendono mai a compromessi con i dipendenti ,in più voglio ricordare che la laurea oggi non da più garanzia di lavoro, quindi non vedo perché una persona deve spendere i soldi solo per la laurea con il rischio poi di non fare nemmeno quel lavoro, sarebbe semplicemente aver bruciato i soldi.
In conclusione voglio dire che oggi l'università non è un diritto vero e proprio oggi, io sono dell'idea che l'università dovrà costare un massimo di 100 € l'anno a persona indipendentemente dal reddito che possiede,poi i libri come i materiali li deve fornire l'università stessa agli studenti come prestito che poi a fine anno verranno restituiti,in modo tale che l'università poi potrà prestarli agli studenti dell'anno successivo (chiaramente se uno studente rompe o rovina grandemente un libro o uno strumento dovrà risarcire il danno).
E' logico che facendo cosi le università si affolleranno e quindi dovranno essere fatti dei test d'ingresso (che dovranno essere gratuiti), perché purtroppo proprio fisicamente è impossibile mettere tutte queste persone all'interno degli edifici, è proprio una questione di sicurezza, se scoppia un incendio la gente deve essere pronta a fuggire senza avere ostacoli,
tuttavia è molto meglio non andare all'università perché non si supera un test d'ingresso, anzi che perché non la si può pagare, il primo caso vuol dire che se fallisco il test, qualcuno più meritevole di me lo passa e poi si può riprovare l'anno prossimo, ma il secondo caso non vuol dire proprio niente.
Tuttavia ho pensato ad una soluzione anche per togliere i test d'ingresso, ho pensato e se trasformassimo nel pomeriggio le scuole medie e superiori in succursali universitarie? con le elementari non si può fare perché ci sta il tempo pieno, ma le scuole medie e superiori nel pomeriggio non fanno niente rimangono chiuse, e dato che tutti siamo andati alle scuole medie e superiori è chiaro che ci sarebbe spazio per tutti, per le attività laboratoriali le succursali potrebbero mettersi d'accordo con l'università centrale e andarci a turno, infine anche se nelle scuole medie e superiori ci sono attività pomeridiane come il collegio docenti e gli incontri con i genitori, queste attività durano 1 settimana o 2 al massimo, ma anche per questo non c'è problema basta chiudere la sede in queste settimane e poi riaprirla terminate tali attività.

Bisognerebbe fare come un Australia: permettere a tutti di studiare, e poi una volta che si ha una busta paga, per 5 anni detrarre ogni mese al lavoratore laureato i soldi che si erano spesi per gli studi. Praticamente un finanziamento fatto per studiare, ma concesso a chiunque e senza garanzie. Naturalmente per fare una cosa del genere bisognerebbe avere bene in mente il mercato e dirottare gli studenti nei corsi di studio che ti permettono di avere sul serio un lavoro: altrimenti tanto vale fare gli imbianchini da subito! Diciamo che scegliendo l'università bisogna pensare strettamente agli sbocchi lavorativi reali, perché é un vero e proprio investimento
RispondiEliminacerto e magari l'università stessa ti piazza in quel lavoro, il problema e che in italia oltre ad essere tutto disorganizzato nelle università ci sono molte facoltà con 0 sbocchi lavorativi che tanto varrebbe chiuderle ma non lo fanno perchè portano più soldi alle università
RispondiEliminaCondivido,in italia regna la disorganizzazione!!
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