giovedì 6 giugno 2019

La scuola oggi

Salve a tutti cari lettori e benvenuti al secondo post,dopo la tematica del lavoro affrontata l'altro giorno, non poteva certo mancare quello della scuola.Preciso che parlerò delle scuole elementari,medie e superiori e per quanto riguarda l'università è un discorso a parte che tratterò in un altro articolo ,dopo questa piccola precisazione siamo pronti iniziamo 😁.


La scuola è l'ambiente dove si cerca di formare le persone per prepararle nella vita,nel lavoro e nella società, cercando di far diventare gli scolari prima  di tutto studenti modello per poi arrivare a cittadini modello.Tuttavia la scuola oggi fallisce in tutto e non c'è nulla da sorprendersi in ciò.

La scuola seppur vero che cerca di formare gli studenti, in realtà piuttosto che educarli, cerca semplicemente di plasmarli come la società vuole, tentando di stroncare il pensiero critico degli studenti.Ormai nella scuola non si può più esprimere un pensiero critico oppure originale, perché altrimenti si viene trattati con aria di supponenza e superbia della ragione da parte degli insegnanti, andando ad indicare che quel pensiero è sbagliato,quando in realtà è soltanto diverso ed è sbagliato solo agli occhi dell'insegnante.

Il problema ragazzi è che l'insegnante si mette in una posizione di superiorità, mentre in realtà dovrebbe essere messo in posizione di parità, l'insegnante deve dare il buon esempio di umiltà per educare ad essa,ma se questo già non parte da una figura educatrice,come possiamo pretendere di ritrovarci adulti umili.Vi voglio fare un esempio di questo,quando uno studente arriva in ritardo in classe,il professore anzi che sorpassarci sopra (perché come detto nel post sul lavoro, il ritardo non è la fine del mondo) cosa fa si arrabbia, dicendo che la lezione si interrompe (  che poi questo avviene si ma solo per un attimo non è una grossa interruzione) se invece uno studente manca un giorno a scuola, l'insegnante pretende addirittura una giustificazione scritta assurdo.

Pero ora vediamo cosa succede se l'insegnante arriva in ritardo o non viene a scuola.Allora se viene tardi nessuno gli dice niente tuttavia la lezione inizia tardi,quindi è più grave il ritardo di un insegnante rispetto a quello di uno studente,eppure mentre lo studente si prende un cazziatone all'insegnante non succede nulla.Quando invece un insegnante manca e il giorno dopo entra a scuola, mica porta una giustificazione scritta agli studenti,eppure gli studenti sono la parte lesa visto che l'assenza del professore provoca il non regolare svolgimento delle lezioni,a differenza se uno studente manca la lezione va avanti. Quindi fra i due dovrebbe essere l'insegnante (che è anche pagato dallo stato) a dare una giustificazione e no lo studente, che invece non è pagato da nessuno e non va a comportare irregolarità del susseguirsi delle lezioni.

La scuola oggi non educa gli studenti in quanto oggi l'unica cosa che conta nella scuola è il nozionismo e no l'educazione, la prova del nove lo vediamo con i bulli, loro mica vengono puniti duramente, per loro mettono qualche nota ma nulla di più;invece una scuola seria punirebbe il bullo in modo esemplare,arrivando anche (dopo alcune ammonizioni) all' espulsione,perché la scuola è un ambiente dove bisogna insegnare nozioni ed educare e non un campo di battaglia, se uno studente non fa niente a scuola,ed è capace  solo di dar fastidio all'insegnante,disturbandogli ripetutamente le lezioni e di fare il bullo,e dopo aver parlato con i genitori che sono tuttavia negligenti sull'educazione da dare ai figli,tanto vale non farlo andare più a scuola, infondo che ci vada o meno non fa alcuna differenza,non impara niente comunque,solo che non andandoci non va a disturbare gli altri.

Invece tutto questo per la scuola non conta,perché ripeto per la scuola è importante solo il nozionismo,è vero oggi abbiamo il voto di condotta,ma a che serve questo voto se viene lievitato apposta dagli insegnanti,il voto di condotta è un voto solo di facciata e non serio.

Anche l'interrogazioni dovrebbero cambiare,l'interrogazioni mettono una grande ansia inutile,mentre invece uno studente non dovrebbe vedere l'ora di essere interrogato e dire la sua, se anzi che prendere l'interrogazione come un quiz  (che poi valuta soltanto quanto uno sa le nozioni a memoria e non si capisce se effettivamente sono argomenti compresi veramente,e il risultato finale fa si che nel giro di 4 mesi  circa le nozioni vengono scordate)  sarebbe meglio prendere l'interrogazione,come appunto suggerisce la parola, una fase di interloquo fra studente ed insegnante,dove lo studente deve parlare si di quell'argomento e fare le proprie considerazioni,dicendo i propri pensieri in merito condividendo o meno le azioni di un determinato personaggio storico e confrontarsi con le considerazioni che ha l'insegnante.
Invece no oggi le interrogazioni sono un quiz,dove gli studenti non sono persone ma semplicemente numeri,per la scuola se tu prendi 9 sei 9 tu prendi 4 sei 4,invece gli studenti non sono il voto che prendono,il valore dello studente è dato intrinsecamente da altri fattori ma no certo da un voto,pero per la scuola gli studenti sono i voti che prendono. Personalmente il sistema dei voti li abolirei completamente dalla scuola,devono essere solo indicativi e dati privatamente,ma che non vanno a incidere automaticamente sulla promozione.

Infine altro fattore che critico della scuola,è il fatto che trasforma tutto in una gara, cosi facendo è la scuola stessa che scaturisce rivalità e inemicizie inutili fra gli studenti stessi, ma dov'è l'insegnamento che la vita non è una gara,se è la stessa scuola che fa gare sulla cultura.Essa è un elemento non meritevole di alcun tipo di gara,le conoscenze sono personali e non devono essere confrontate,una persona realmente acculturata non si abbassa ad una volgarità come una gara culturale,perché appunto si accontenta di avere la cultura che ha,senza sfoggiarla agli altri perché sa che non c'è ne bisogno. Ma la scuola fa tutto il contrario,anzi che far apprezzare la cultura di per se,fa si che viene premiato quello che vince la gara con un premio appunto materiale,(è un po come quando i genitori regalano i soldi al figlio perché ha preso un ottimo voto a scuola) tutto ciò non è educativo per niente e non  fa capire il reale valore della cultura.

 E' per via di tutte queste cose che la scuola oggi,non è solo un fallimento dal punto di vista umano-educativo, in quanto educa gli studenti a essere semplicemente degli esecutori senza fargli pero porre la domanda se quello che devono eseguire sia giusto oppure sbagliato, ma fallisce anche dal punto di vista nozionistico, non c'è da stupirsi perché cosa possiamo pretendere da un ente che non trasmette il valore della cultura,chiaramente non possiamo aspettarci niente ma solo un grosso fallimento sociale, infatti abbiamo molta mancanza di rispetto, sia nella società, nel lavoro e in qualsiasi luogo di incontro sociale, dove regnano arroganza,supponenza,superbia,maleducazione e invidia.

2 commenti:

  1. Ma vogliamo parlare di quei prof che fanno propaganda politica durante le lezioni?! Ti dicono per chi votare,ma stiamo scherzando,deve esserci il rispetto per il prof ma anche per lo studente!!

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    1. bravissimo questa è un altra irregolarità, lo studente deve avere un idea propria e non essere condizionato da un professore che potrebbe fare una propaganda politica scorretta, il problema è che non c'è la controllabilità per evitare una cosa simile

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