Salve a tutti cari lettori e benvenuti a questo terzo post,dopo aver parlato del lavoro e della scuola non potevo certo non parlare dell'alternanza scuola-lavoro,novità inserita dal miur negli ultimi 4/5 anni, ora iniziamo .
Oggi la scuola applica il sistema dell'alternanza scuola-lavoro vediamo cos'è, in pratica gli studenti oltre a frequentare le normali ore scolastiche, sono obbligati ad andare a svolgere ore lavorative non retribuite per un azienda, tramite accordi presi con la scuola.L'alternanza servirebbe per far affacciare più rapidamente gli studenti nel mondo del lavoro,in modo tale da permettere già nel periodo delle scuole superiori di far acquisire delle prime esperienze lavorative e se l'alternanza, non viene svolta pena la bocciatura.
Sembra tutto fantastico detto cosi, a maggior ragione se pensiamo al fatto che oggi le aziende richiedono sempre l'esperienza, tuttavia le problematiche ci sono e come andiamo ad analizzarle una per una :
1) Prima di tutto gli studenti sono obbligati ad andarci e senza ricevere alcuna retribuzione, questo è alquanto ingiusto, quando si esce dalla scuola superiore i ragazzi possono scegliere che lavoro fare e non sono costretti da nessuno a fare un lavoro che non vogliono, pertanto già il fatto che sono obbligati a fare l'alternanza non va bene perché è una cosa lontana da quella che è la realtà effettiva, in più quando si lavora si è sempre retribuiti, pertanto se proprio vogliamo far affacciare gli studenti nel mondo del lavoro dobbiamo farlo al 100% quindi è giusto che vengano retribuiti, altrimenti veramente ragazzi ritorniamo al periodo degli schiavi.
2) Secondo l'alternanza solitamente non riguarda lavori che hanno a che fare con l'indirizzo di studio, ma riguardano lavori come per esempio il volantinaggio, oppure anche aziendali ma che non hanno comunque a che fare con l'indirizzo di studi, e non vanno a dare questa grande esperienza lavorativa.
3) Quando gli studenti sono mandati dalla scuola in una azienda nella quale servono determinati abbigliamenti e materiali, ho saputo che sono gli studenti stessi a doversi procurare tutto e a metterci i soldi, ricordiamoci che non sono nemmeno retribuiti, è sbagliatissimo tutto questo deve essere cura dell'azienda o della scuola visto che obbliga a farla che devono fornire tutto come prestito, anche perché uno studente una volta che finisce il periodo scolastico-lavorativo che cosa ci fa con questi materiali se li danno in fronte?
4) Infine ragazzi ricordiamoci, che per ogni studente che lavora obbligato dalla scuola, ci sta un impiegato in meno nell'azienda e quindi aumenta la disoccupazione, in quanto gli studenti non costano nulla per le aziende e loro per risparmiare non guardano in faccia niente e nessuno (questa cosa tuttavia succede in pochi casi).
Io personalmente non sono contrario all'alternanza, pero per poterla applicare in primis dobbiamo curarci che nessun impiegato venga lasciato a casa per far spazio agli studenti, e nel caso ciò avviene, il lavoro che gli studenti andranno a fare, deve riguardare il proprio indirizzo di studio e comunque non deve essere obbligatorio (perché trovo incivile obbligare qualcuno a fare un lavoro che non vuole fare) ma deve essere retribuito per chi sceglie di andarci facoltativamente, infine tutti i materiali devono essere forniti agli studenti o dalle aziende o dalla scuola come appunto un prestito che chiaramente lo studente dovrà restituire alla fine di questa esperienza.
Il mio suggerimento per gli studenti che si lamentano dell' alternanza, devono mettersi tutti d'accordo e rifiutarsi di andare a scuola, e nel caso la scuola minacci questi studenti di bocciatura nel caso non partecipano all'alternanza, gli studenti per tutta risposta non solo devono rifiutarsi di andare a lavoro, ma anche nel caso in cui arriva questa minaccia anche di non andare più a scuola.
Sicuramente facendo questa protesta di massa si mobilitano anche i telegiornali che di conseguenza faranno involontariamente una cattiva pubblicità sia alla scuola che alle aziende. In questo modo facendo ciò, il miur capirà che dovrà cambiare le regole dell'alternanza nel modo che ho elencato poco fa e cioè con un alternanza di indirizzo,facoltativa e retribuita.
C'è chi dice che lo studente che fa l'alternanza non dovrebbe essere pagato, in quanto sembra che l'alternanza non serve a formare il ragazzo dal punto di vista lavorativo ma solo per farlo affacciare nel mondo del lavoro, quindi nel lato pratico farebbe poco e nulla tuttavia un rimborso spese dovrebbe essere comunque dato, pero a questo punto mi viene da domandarmi a cosa serve farla se poi lo studente non viene formato, come mi ha fatto notare un utente tanto vale far fare dei tirocini anche agli studenti delle superiori.
C'è chi dice che lo studente che fa l'alternanza non dovrebbe essere pagato, in quanto sembra che l'alternanza non serve a formare il ragazzo dal punto di vista lavorativo ma solo per farlo affacciare nel mondo del lavoro, quindi nel lato pratico farebbe poco e nulla tuttavia un rimborso spese dovrebbe essere comunque dato, pero a questo punto mi viene da domandarmi a cosa serve farla se poi lo studente non viene formato, come mi ha fatto notare un utente tanto vale far fare dei tirocini anche agli studenti delle superiori.

Se lo stage fosse pagato gli studenti si impegnerebbero di più ,bisognerebbe dare un compenso in denaro proporzionato all'impegno dello studente.es. ogni giornata per le attività svolte ci sono dei punteggi,a fine stage ogni punto equivale a un euro,700 punti 700 euro. Ci dovrebbero essere a mio parere dei canoni di valutazione fissi e scritti in tabelle dove troviamo in tempo impiegato e la qualità del lavoro svolto. A prima vista può sembrare ingiusto ma ( sempre per esperienza personale) capita di essere messi in coppia a fare stage e se il tuo compagno cazzeggia non è giusto pagare entrambi,ognuno dovrebbe avere il punteggio che merita in base all'impegno dimostrato. Secondo me è la situazione più simile alla realtà,parlando da artigiana che sono se non ti fai il mazzo non arrivi da nessuna parte,e prima lo si capisce meglio è.
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